mercoledì 7 settembre 2011


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San Severino di Centola, il paese fantasma
Una delle escursioni più suggestive che si possano fare ,nella sempre sorprendente terra del cilento è quella al borgo di San Severino di Centola,che si erge sulla sommità del monte chiancone. il borgo è stato abbandonato il secolo scorso ma tuttavia conserva una ricca memoria storica grazie alle testimonianze architettoniche custodite. Tracce longobarde, angioine, aragonesi, seicentesche ed ancora settecentesche ed ottocentesche arricchiscono il luogo e lo rendono enigmatico e affascinante allo stesso tempo . l'insediamento è diviso in due parti quella del castello e della chiesa e quello delle abitazioni. la fondazione del castello risale al x secolo e fu eretto da Gisulfo II .Della struttura sono visibili alcuni archi a sesto acuto di notevole interesse architettonico e una sala che reca al suo interno una nicchia. sono pochi invece i resti della torre longobarda affacciata sulla gola del diavolo e della chiesa di S.Maria degli Angeli che si erge su un piano roccioso.
San Severino di Centola è un luogo quasi magico,percorrendolo sembra di sentire ancora il
vocio delle persone che lo hanno abitato in passato ed è  la testimonianza di quanta ricchezza culturale e storica abbiano da raccontare le  meravigliose terre Cilentane.





domenica 4 settembre 2011

scavi archeologici di elea velia

La città è sita sulla Costiera Cilentana, non lontana da Vallo della Lucania, circa 90 km a sud di Salerno.
La pianura a nord della città antica è solcata dal fiume Alento e dal suo affluente di sinistra, il Palistro, in passato dotato di autonomo sbocco in mare.
A sud dell'acropoli, a breve distanza da questa, sfocia la Fiumarella di Santa Barbara.
Il materiale sedimentato dai tre fiumi ha determinato col tempo l'interramento dello specchio antistante la città, causando la scomparsa delle due isole Enotridi, fornite di approdi, di cui ci parla Strabone.Dell'esistenza delle due isole ci viene conferma da Plinio il Vecchio che ce ne fornisce sia l'ubicazione (contra Veliam) che i nomi (Isacia e Pontia).[2]
Gli stessi fenomeni hanno causato l'avanzamento della linea di costa che oggi fa apparire la zona collinare su cui sorge l'acropoli, un tempo un promontorio, come un'altura non più lambita dal vicino mare. Quest'altura, a seguito della perdita della memoria dell'esistenza della colonia focea, ha assunto il toponimo di Castellammare della Bruca.






Il megalito di punta campanella?

durante una delle nostre escursioni in penisola sorrentina ,ci siamo imbattuti in questo strano assembramento di rocce ,che ricorda un dolmen e presenta a mio avviso tutti i tratti di una struttura megalitica. il sito dove è stato rinvenuto è l'area protetta di punta campanella , che oltre ad essere da sempre considerata area sacra  è anche stata certamente abitata fin dal neolitico,come dimostrato dai manufatti e dal vasellame ritrovati presso la grotta delle noglie.
per eventuali approfondimenti,foto ,video,cartografici,o più semplicemente per avere un vostro parere a riguardo
sono a vostra completa disposizione.